Venerdì 17 luglio 2009, alle ore 18, nel Foyer del Teatro Comunale “Maria Caniglia”, a Sulmona, è stato presentato il libro “Le lance spezzate” di Salvatore Santangelo edito dalla casa editrice Nuove idee, nella collana “I quaderni di Imperi”, con prefazione di Piero Visani. Questo volume nasce dalla collaborazione dell’autore ad una rubrica di questioni strategiche voluta da Flavia Perina, Luciano Lanna e Aldo Di Lello sulle pagine del quotidiano “Il Secolo d’Italia”.
All’appuntamento, promosso dall’Associazione Culturale “Ovidiana” di Sulmona, insieme al giovane autore aquilano (direttore di Theorema e direttore del comitato scientifico della Fondazione Nuova Italia), sono intervenuti anche Aldo Di Lello, direttore del quadrimestrale di geopolitica e globalizzazione “Imperi” e il presidente di Ovidiana, Devis Di Cioccio. A moderare l’incontro e il successivo dibattito tra pubblico e relatori, il giornalista sulmonese, Antonio Ranalli.
Questo saggio si occupa di violenza, conflitti e globalizzazione: la guerra, a lungo rimossa dalla riflessione e dalle coscienze (quanto meno in Europa), ritorna spesso in forme disumane e distorte. «Nel mondo post-moderno», ha detto Santangelo, «a dimensione del conflitto e della guerra costituisce un “frammento” della globalizzazione che non è possibile ignorare. Le lance, simbolo della guerra tradizione occidentale, sono oggi spezzate perchè i nemici da fronteggiare non sono eserciti organizzati, ma organizzazioni terroristiche che praticano la guerriglia e muovono all’Occidente una guerra asimmetrica, parcellizzata».
«È certamente vero - continua l'autore - che il nostro mondo tende all’unità: un solo linguaggio, una sola convergenza mediatica, insomma il “villaggio globale” preconizzato dal massmediologo canadese Marshall McLuhan. Ma scegliendo proprio il termine “villaggio” lo stesso McLuhan aveva messo in luce il pericolo di una regressione “tribale”, nel senso di un’implosione e di una frammentazione. Questo concetto non è stato valutato a pieno né sono state considerate le inquietanti conseguenze: uno dei frammenti del mondo globale è certamente la guerra».
Aldo Di Lello, storica firma delle pagine culturali del quotidiano Il Secolo d’Italia, ha aggiunto che «l’opera di Santangelo si distingue per originalità di approccio e rigore scientifico nella ricerca di fonti e materiali. Un volume denso di riferimenti e di riflessioni, ma allo stesso tempo scritto con uno stile divulgativo».
Numerose sono state infine le domande del pubblico all’Autore, «una costante dei nostri appuntamenti», ha sottolineato il presidente di Ovidiana, Di Cioccio, «che ci stimola a continuare con l’organizzazione di nuovi incontri tra pubblico sulmonese e altri autori, già in programma per i mesi di settembre e ottobre».
